James Senese

James è l’indiscusso leader del “napolitan power”, 'ncazzato niro, ha saputo fondere la tradizione melodica napoletana con il jazz ed il blues, sempre in modo istrionico. O’Gigante, l’ommo niro , il funky ma soprattutto il jazz e il blues sono state sempre componenti connaturali al suo modo di fare musica e di vivere.
James Senese, musicista sassofonista, compositore e cantante, è quello che gli americani comunemente definiscono “Brother in soul”, cioè “fratello nell’anima”.

E’ un complimento che è riservato solo ai grandi, cioè quelli
con i quali si condivide una grande esperienza artistica e di vita.

Senese appartiene di diritto a questa coerenza di fondo, una linearità artistica assolutamente originale, percorrendo sempre solo il sentiero della propria musica.
Il curriculum di Senese, in una ideale biografia, è denso d’avvenimenti, tutti importanti non solo per la vita di Senese stesso, ma per il panorama della musica italiana. 
Negli anni ‘60 con Mario Musella fonda gli Shomen ed inventa il “Rhythm and blues” all’italiana. Con Napoli Centrale, nei primi anni settanta, ha proposto, primo in Italia, una felice sintesi tra jazz e rock, tra il patrimonio jazzistico (tipico di questo grande artista) e la cultura 

mediterranea e partenopea, quello che l’ha formato dalla nascita. Non a caso Napoli Centrale è stato un momento irripetibile per la musica italiana.  Poi James ha alternato l’attività di solista a quella di session-man, collaborando con GIL EVANS, PINO DANIELE, ROBERTO DE SIMONE, ART ENSEMBLE OF CHICAGO.
Nel nuovo millennio James riprende il progetto Napoli Centrale, dopo un periodo da solista, realizzando diversi album di grande qualità, ultimo della serie "È fernut'o tiemp" del 2012, esce dopo tre anni di lavoro ed è un disco che sembra privilegiare la melodia alla ritmica
nervosa che ha contraddistinto il sound del musicista napoletano, anche se in "A vita è ‘na giostra" si riconosce l’inconfondibile groove dei Napoli Centrale, così come in "Je me chiammo Carmeniello"(«una storia vera di un padre di famiglia che non sapeva di avere in casa due figlie prostitute», spiega James) si riconosce l’approccio di sempre di un artista non catalogabile. Idem per l’“assurda” rivisitazione di ‘A pansè, un brano a cui Senese è «particolarmente legato perché mi ricorda la mia infanzia».

Alla domanda su come sia nato È fernut’ ‘o tiempo, James risponde: “Nasce dalla consapevolezza che i Napoli Centrale oggi sono un marchio, un suono, ma il gruppo e le condizioni che l’hanno generato non esistono più. È finito il tempo di una generazione, la sua rabbia e la sua espressione. Oggi non voglio guardare come guarda la società, bisogna trovare altri modi e altre forme per dare voce al proprio dissenso, altrimenti rischiamo d’essere scontati. La rabbia è la stessa di ieri, cambia solo il modo di esprimerla”.
Richiamato da Pino Daniele, insieme a tutta la band che creò il “napolitan power”, nel 2008 registrano e riarrangiano brani del periodo in cui
collaboravano insieme.

Il tour “Vai Mò” ha toccato le maggiori città Italiane. Il tour si ripete negli anni successivi 2012 e 2013 con il titolo "tutta'nata storia" dove James, insieme con Pino Daniele, ritrova quella grande sinergia che li ha resi unici nel loro genere.